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In occasione della giornata
mondiale della lotta all’analfabetismo, l'Unesco ha diffuso dei dati molto
significati: Catania risulta la città italiana più analfabeta tra quelle con più
di 250 mila abitanti. Un dato che parla da solo, fa capire come mai Catania si
trova in questo disastro politico, sociale ed economico. Perché, come si sa,
dove c’è ignoranza dilaga il degrado, c’è assistenzialismo. Il voto diventa
merce. Questo basta a capire i risultati elettorali.
Raffaele Stancanelli è
Sindaco di Catania e questa
città è nuovamente governata dal centro-destra. Sono
state soprattutto le periferie, e in particolare Librino, a scegliere questa
giunta e questo Sindaco per Catania. I risultati delle elezioni nella IX e
nella X circoscrizione sono impressionanti. Nella IX Circoscrizione, ad esempio,
per trovare un partito di centro-sinistra, bisogna scendere al
7°
posto per ordine di voti di
lista e, nella stessa circoscrizione, in una classifica dei primi 20 consiglieri
più votati non figura alcun candidato di centro-sinistra. Stancanelli, come
Scapagnini, è un uomo scelto
dai partiti che dovrà obbedire
agli uomini di partito (gli stessi della passata amministrazioni) ma soprattutto
dovrà obbedire (come la passata amministrazione) agli uomini di
Raffaele
Lombardo. Il nuovo
imperatore
siciliano, ex-vice sindaco di
Catania ed ex presidente della provincia di Catania, non ha mancato di far
sapere che la vittoria siciliana del centro-destra è merito suo e non mancherà
di far pesare questa sua personale vittoria nelle scelte del consiglio comunale
catanese. Proprio la periferia Sud, che probabilmente
sotto la Giunta Scapagnini ha
pagato il prezzo maggiore
della cattiva gestione di Catania, sembra aver voluto dunque metterci tutti i
mezzi per ripetere l'esperienza della scorsa amministrazione. Credo che anche
in questa scelta abbiano pesato fondamentalmente 2 elementi: 1- Il fortissimo
radicamento dei partiti del centrodestra nelle periferie. Non voglio entrare, in
questo momento, nel merito di come questi partiti siano radicati nel territorio
(vedi sotto l'inchiesta di Exit-La7) ma è certo che la stragrande maggioranza degli abitanti della periferia
Sud vota il consigliere di quartiere X che conosce
direttamente perchè gestisce
il patronato Y e vota anche il consigliere comunale e il candidato sindaco che
gli viene indicato: "Picchì X è
n'amicu di cui si pò fari usu". 2 - L'assenza del centrosinistra nei territori della periferia.
Paradossalmente il centrosinistra è sparito proprio nei quartieri in cui la
politica a cui si ispira dovrebbe trovare orecchie più sensibili. Eppure, al di
là delle proposte teoriche, il centrosinistra non è presente
praticamente
nel territorio da tempi
lontani, non ha combattuto, accanto alla periferia, nessuna delle battaglie
importanti dei quartieri popolari, non non ha proposto e non si è proposto come
punto di legame tra le istanze
dei cittadini e le istituzioni. Se il centrosinistra vorrà riconquistare le periferie (e non sarà
semplice) dovrà ricominciare proprio da questi quartieri
ponendosi non solo
all'ascolto (come spesso si
sente dire in questi giorni) ma avendo anche la capacità di essere propositivo e
vicino ai problemi concreti dei suoi abitanti i quali hanno si bisogno di essere
ascoltati ma hanno anche bisogno di aver risolti i loro problemi.
da http://librino.ilcannocchiale.it/ 22 giugno 2008
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