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Enna
è invasa dai rifiuti dai cani abbandonati e
in più manca l'acqua. Da dieci giorni, infatti,
gli operai di Sicilia ambiente, la società che
gestisce per conto dell'Ato rifiuti la raccolta
urbana, non svolge il servizio.
Nonostante il Comune abbia erogato i primi 125 mila euro, dei 250 disponibili,
per acquistare il carburante dei mezzi e pagare gli stipendi arretrati degli
operai le strade rimangono invase dall'immondizia.
“Abbiamo già erogato i primi 125 mila euro e
siamo pronti ad erogare gli atri 125 mila – dice il sindaco – ma nessun segnale
tangibile e autorevole arriva dai vertici dell’azienda. Siamo determinati ad
andare avanti perseguendo tutte le vie, anche quelle legali, per restituire il
decoro alla città”. E l’amministrazione comunale ha fatto affiggere dei
manifesti in cui denuncia il disagio e invita pubblicamente Sicilia Ambiente a
ripulire la città
Da
mesi ormai va avanti la diatriba sulla raccolta dei rifiuti gestita da Sicilia
Ambiente. Se da un lato i cittadini si rifiutano di pagare le bollette che, a
detta di molti, sarebbero troppo care, dall'altro l'azienda che si occupa del
servizio per conto dell'Ato non ha i mezzi finanziari per potere pagare gli
stipendi ai propri operai e garantire la continuità degli interventi di pulizia.
Per
motivi di igiene è stato sospeso pure il mercatino settimanale. I cumuli di
spazzatura, che richiamano i numerosi cani randagi che ci sono in giro, ingombrano
persino a tratti la circolazione stradale.
L’altra notte sono comparsi nel centralissimo
viale Diaz i primi cassonetti incendiati.
Intanto
l'ennesimo colpo di scena. A rallentare ulteriormente l'entrata in servizio
degli operai arriva la richiesta di un vaccino: “Se non verremo adeguatamente
vaccinati per affrontare una situazione che si presenta oggettivamente
pericoloso dal punto di vista igienico non alzeremo un dito”, dicono.
Il sindaco
Agnello ha quindi invitato Sicilia Ambiente a procedere alle vaccinazioni e
quest’ultima fa sapere che ha già preso accordi con l’Asl 4 per procedere, a
partire già da domani, al controllo di sette dipendenti al giorno per stabilire
attraverso un prelievo di sangue se sono stati sottoposti o meno al vaccino
antiepatite. La società, infatti, sostiene di averle regolarmente somministrate
queste vaccinazioni ai propri operai, al contrario di quanto dichiarato da
Piero Patti, legale che si è prestato a prendere gratuitamente le parti dei
lavoratori: “No, non sono affatto vaccinati e per loro i rischi di ammalarsi
sono troppi”, ha scritto in una lettera indirizzata al prefetto Elda Floreno e
all’Ispettorato provinciale al Lavoro. Ma tra una diatriba e l’altra la
montagna di materiale puzzolente continua a gonfiarsi.
E
a questi disagi se ne aggiungono altri. Da circa un mese infatti gli ennesi
sono costretti ad attingere dai rubinetti un giorno sì e un giorno no a causa
di una turnazione idrica che coinvolge tutta la provincia.
La società
AcquaEnna, gestore del servizio idrico integrato, ha comunicato che, a causa
della rottura di alcune tubature di contrada Crapuzza, vicino Agira, gli operai
di Siciliacque ieri sono stati costretti a interrompere la distribuzione
d’acqua per circa 24 ore non solo a Enna, ma anche a Calascibetta, Gagliano,
Leonforte, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera Agira, Aidone e
Villarosa. “Ma i lavori sono stati completati in breve tempo e già oggi il
disservizio è stato sanato”, spiegano da AcquaEnna. Se non arriva la pioggia –
la vera pioggia abbondante – la diga Ancipa di Troina, che fornisce acqua alla
quasi totalità della provincia ennese, continuerà la sua inarrestabile
disidratazione. Ragion per cui non solo gli ennesi saranno costretti a
proseguire nella buona abitudine di riempire vasche in casa un giorno su due
ancora per chissà quando, ma – sentite sentite – vedranno anche diminuire la
quantità d’acqua che esce dai loro rubinetti del 10 per cento. Almeno per ora.
Così ha deciso Siciliacque che la scorsa settimana ha fatto sapere che "se
non pioverà, la situazione potrebbe peggiorare”.
da
siciliaweb e siciliaiformazione 14/10/08
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