Iancu è 'u sale

 Sangue & Arena

 Le Vignette

 Vacci Lisciu

 Enigmistica

 Links

 

 

 

 

SANITA' IN SICILIA

 

Visite e analisi, ottanta laboratori

su cento sono privati

 

La spesa record dei siciliani: 324 euro a testa per le convenzioni. Espansione anche per le case di cura: dal ‘97 al 2005 quelle accreditate sono passate da 49 a 61. Le cliniche costano 138 euro l´anno a ogni cittadino contro i 120 della Lombardia, i 112 del Veneto e gli appena 65 della Toscana

In Sicilia su 100 laboratori e ambulatori, 80 sono privati e appena 20 pubblici. Una percentuale che non ha pari in nessuna altra regione, e che vede l´Isola primeggiare per numero di convenzionati esterni, ben 1.525 (anche se c´è chi stima la cifra intorno ai 1.800, considerando le strutture riabilitative).
Un esercito che schiaccia il pubblico, che ha appena 402 tra ambulatori e laboratori. Un esercito tutto a carico dell´assessorato alla Sanità, che fino al 2007 ha erogato 464 milioni di euro per rimborsare le prestazioni ai privati. Il risultato? I siciliani sono quelli che dopo Lazio e Campania pagano la spesa pro capite per laboratori convenzionati esterni più alta d´Italia: 80 euro a testa, contro i 50 euro di grandi regioni come la Lombardia e il Veneto.
Quella dei privati è una macchina cresciuta di anno in anno durante la presidenza di Salvatore Cuffaro, non solo per i laboratori, ma anche per quanto riguarda le case di cura: la Sicilia tra il '97 e il 2005 ha incrementato il numero di cliniche convenzionate, passate da 49 a 61, mentre altre regioni, come la Toscana, il Lazio, la Puglia, la Campania, tagliavano le strutture esterne.
Case di cura che oggi costano 500 milioni di euro, danno lavoro a 6.200 tra medici e infermieri, e pesano sulla testa di ogni siciliano per 138 euro (contro i 120 della Lombardia, i 112 del Veneto per non parlare degli appena 65 euro della Toscana). Una macchina, quella degli accreditati, che adesso ha però il coltello dalla parte del manico perché, guarda caso, è l´unica ad avere in dote attrezzature ad alta specializzazione che il pubblico, che ha 15 mila posti letto in ospedali e Ausl, 48 mila dipendenti per una spesa di 3,1 miliardi di euro, non ha.
Ma la sanità privata è oggi sulle barricate e non accetta i tagli imposti dal piano di rientro della spesa sanitaria, che deve coprire un buco da quasi un miliardo di euro. Un deficit che si è creato anche per l´incremento della spesa dedicata ai convenzionati, che fino al 2006 superava il milione di euro, con il meccanismo dei budget assegnati e poi degli extra budget, che spesso raddoppiavano i finanziamenti: non a caso, secondo uno studio dell´Università Bocconi di Milano, la spesa per i privati a carico della Regione fino al 2006 arrivava a segnare 1,3 miliardi di euro.

 di Antonio Fraschilla http://palermo.repubblica.it 05/09/08

 

 

 

 

La stangata della sanità privata

 

Una radiografia? Almeno 19 euro. Una tac altri 157 euro. Una risonanza magnetica ben 306 euro. Listino prezzi fisso per tutti, poveri e abbienti. Da domani niente più ticket in laboratori e studi medici privati convenzionati con la Regione, ma solo prestazioni a pagamento. Il motivo? «Non si tratta di una serrata, abbiamo già speso tutti i rimborsi che ci ha dato la Regione per il 2008, con un taglio al budget superiore al 30 per cento», dicono tutte le associazioni di categoria degli specialisti, che dopo l´ultimo decreto firmato dall´assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, lanciano l´allarme sul loro futuro, ma intanto nel presente annunciano «prestazioni a pagamento per tutti», anche per chi fino a ieri non ha pagato un euro, perché esente da ticket. Una rivoluzione per il sistema sanitario siciliano, organizzata dalle associazioni di categoria Abs, Amsa, Anisap, Ardoss, Cssp, Ctds, Fenasp, Federbiologici e Sbv.
Fino ad oggi la Regione ha garantito chi ha un reddito inferiore a 9 mila euro, che nei 1.600 laboratori e studi privati convenzionati poteva chiedere analisi e trattamenti medici senza sborsare un euro. Mentre chi ha un reddito superiore ai 9 mila euro fino ad oggi anche su ricette da 100 euro ha pagato un fisso di 36 euro, e chi ha infine un reddito superiore dai 12 mila euro al massimo ha pagato, oltre al fisso di 36 euro, il 10 per cento della ricetta (che poteva arrivare a qualsiasi cifra). Ma da lunedì la musica cambierà. «Faremo pagare tutte le singole prestazioni, a poveri o meno, perché con quello che ci ha finanziato quest´anno l´assessorato alla Sanità non arriviamo a coprire i rimborsi da settembre fino a dicembre - dice Domenico Marasà, segretario del Cdts, sindacato dei laboratori privati - Si tratta di una scelta obbligata, che non dipende da noi».

Da domani chiunque andrà in un laboratorio privato per richiedere delle analisi dovrà pagare. Le analisi su azotemia, glicemia e colesterolo costeranno 2,2 euro a testa. I trigliceridi invece 2,3 euro, le urine 3,2, le transaminasi 4,8 e l´emocromo 6,2. Per un esame di base si arriva a 65 euro. Chi vorrà sapere se si è rotto un osso dovrà pagare 19 euro per una radiografia mentre per una lussazione della spalla il prezzo è 36 euro. E, ancora, una semplice ecografia ginecologica costerà 31 euro, un elettrocardiogramma 11 euro e un elettroencefalogramma 28 euro. Una colonscopia invece costerà 62 euro.
I prezzi salgono se si avrà bisogno di esami più complicati: una risonanza magnetica costa ben 306 euro, una tac invece 157 euro. Ma la cifra maggiore è per chi ha più necessità di interventi più urgenti, come i soggetti a emodialisi, che dovranno pagare 207 euro a volta. «Purtroppo la Regione non si rende conto che con la sua miopia danneggia le fasce deboli della popolazione, chi è più malato e quindi ha bisogno di prestazioni, dai malati oncologici ai disabili», aggiunge Fabrizio Mantia, vice presidente dell´Ardiss fkt.
A pagamento non saranno solo le analisi, ma anche altre prestazioni, come quelle odontoiatriche: per un´otturazione si dovranno sborsare 40 euro, 36 per una estrazione, 45 per una devitalizzazione. «Si tratta di prezzi stabiliti, tra l´altro, da un tariffario regionale che non viene aggiornato da molti anni - dicono dallo studio odontoiatrico Di Vita - Comunque siamo costretti ormai a fare pagare le prestazioni, da lunedì rilasceremo a tutti fattura». A pagamento, infine, perfino le riabilitazioni di fisioterapia, molto utilizzati da chi ha avuto un incidente, dagli anziani e dai disabili. «Le prestazioni che rientrano nel piano riabilitativo fisiologico costeranno 31 euro, quelle del piano artrosici 14 euro». A tutti occorre poi aggiungere 21 euro per l´eventuale visita.

di Antonio Fraschilla http://palermo.repubblica.it 31/08/08