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In questo periodo si parla tanto di assenteismo nella pubblica
amministrazione, di “fannulloni” di licenziamento.
E’ facile prendersela con l’impiegato pubblico, ritenuto da molti quello
che non fa niente e, in particolar modo i dipendenti della Regione Sicilia,
guadagna molto.
I governi, nazionale e regionale, invece di proporre un piano
organico di ristrutturazione e valorizzazione, decidono di cominciare
tagliando il salario accessorio, giustificando il provvedimento con lo slogan
“via i fannulloni”.
Se l’amministrazione pubblica nel suo complesso funziona
male o non funziona è da imputare a decisioni prettamente politiche.
Se
vi sono sperperi questi sono volontariamente voluti.
La colpa del degrado non è della massa dei pubblici dipendenti,
che oggi sono nell’occhio del ciclone, ma di quella politica e di quei
politici che hanno voluto che le cose degenerassero fino a questo punto, per
demagogia, per interesse di parte.
Fannullone è il potere fine a se stesso: quello che governa
avendo come unico obiettivo gli interessi di pochi di parte e di partito, se
non quelli propri.
Dimostrazione di tutto ciò basta assistere allo scontro tra
il presidente dell’A.R.S. Francesco Cascio e il governatore della Sicilia
Raffaele Lombardo.
Il primo accusa di immobilismo il governo il secondo cerca
di far passare il parlamentino siciliano per un luogo di fannulloni.
"In
un mese circa sono state approvate tre leggi due d'iniziativa parlamentare e
una del governo, ha rilevato Cascio, il quale ha ricordato che nella passata
legislatura la prima legge fu varata tre mesi dopo l'insediamento
dell'Assemblea.
Otto sono invece i disegni di legge giunti
all'Ars ma non approvati.
Ognuna di queste norme - ha accusato Cascio - non
è stata approvata per problema diverso: quella sulle cave perchè il governo
ha chiesto approfondimenti, quella sul golf perchè per tre volte il governo
non si è presentato in commissione Bilancio, così come nessun rappresentante
della giunta si è presentato in commissione per i disegni di legge sulle
cambiali agrarie.
I dati sono sotto gli occhi di tutti. Di questi
otto disegni di legge, sei sono d'iniziativa parlamentare e due del governo.
Per il presidente dell'Ars ci sono assessori che
hanno un approccio superficiale al proprio ruolo e ciò avrebbe determinato la
scarsa attenzione del governo verso alcuni disegni di legge. Cascio ha citato
il caso della commissione Bilancio che avrebbe dovuto discutere il ddl sulle
città metropolitane.
Il presidente Lombardo - ha detto - mi aveva
assicurato la presenza dell'assessore al Bilancio (Michele Cimino del Pdl,
ndr) che però non si è mai presentato. Non credo per impegni, ma per una
evidente scelta politica.
Sarebbe meglio parlare chiaro, se non si vuole
questa legge lo si dica. Lombardo mi ha confidato di non riuscire a riunire
contemporaneamente più di sei assessori per fare la giunta. Lo esorto a
essere un pò più di polso, forse non vuole essere autoritario ma a volte gli
scossoni sono necessari.
Questo governo - ha aggiunto - non ha prodotto
atti concreti utili al parlamento per potere legiferare.
Cascio ha detto di non addossare al governatore
tutte le responsabilità dei problemi che attraversano l'esecutivo e la
maggioranza. So bene che soffre questa situazione - ha proseguito - come la
soffro io. Nel suo palazzo vive problematiche di natura politica che sono
quanto meno pari a quelle che sto vivendo io.
Tuttavia, il presidente dell'Ars ha sottolineato
che Lombardo è il presidente della Regione e deve assumersi le proprie
responsabilità politiche e deve farsi carico di rinsaldare le fila della
maggioranza.
Ho chiuso la sessione estiva mercoledì scorso
perchè mi sono stancato. Convocavo e convocavo in continuazione, come un
fesso. Ma non sono un fesso, allora ho portato in aula i disegni di legge che
avevo.
Speriamo che i problemi si risolvano, ha aggiunto
senza scendere nello specifico delle questioni politiche che hanno creato
fibrillazioni nella maggioranza.
Lombardo da parte sua alle affermazioni di Cascio
ha ribattuto: “Il Presidente dell'Ars eccede nella sia pur legittima difesa
dall'accusa di inefficienza da cui si sente colpito in quanto Presidente di
una Assemblea cui si rimprovera scarsa produzione legislativa. Per questo
motivo reagisce nervosamente scaricando responsabilità sul governo,
inventando perfino presunte confidenze addirittura sull'impossibilità che gli
avrei manifestato, di riunire gli assessori in numero sufficiente per lo
svolgimento dei lavori della Giunta”.
Per Lombardo il governo è impegnato in una azione
difficile e duramente contrastata, di razionalizzazione della “macchina
regionale” con una attenzione particolare alla situazione finanziaria e
organizzativa, che preoccupa non poco.
”Sono queste le ragioni dell'assenza che Cascio
lamenta? Nemmeno per idea.
Le responsabilità dell'Assemblea sul
malfunzionamemnto della macchina ci sono e come. Il governo lavora duramente
e viene ostacolato.
Infatti, ricorda Lombardo, ci sono stati
problemi....in quest'ottica si collocano le proposte per la riduzione dei consorzi
di bonifica; quella degli Ato rifiuti che è stata remorata – spiace
ricordarlo – da un ordine del giorno posto irregolarmente in votazione in
Assemblea; il piano per l'impiego produttivo delle troppe migliaia di
dipendenti regionali e degli enti collegati; la riduzione delle troppe
società regionali; la contrarietà al disegno di legge che sarebbe costato 600
milioni di euro per fronteggiare i problemi di bilancio di tre comuni, primo
tra tutti Palermo, trascurando la situazione di tanti altri enti locali di
cui invece il governo intende occuparsi, con un provvedimento organico e
ragionato.”
“Il governo ha approvato un pacchetto di disegni
di legge che attendono tutti l'esame e l'apprezzamento del Parlamento
regionale. Conclusione di Lombardo: Mi auguro che alla ripresa di settembre
il rapporto di collaborazione tra Governo e Assemblea che riteniamo insieme
indispensabile, possa trovare il fondamento nella tutela degli interessi
della Sicilia e non nella difesa di logiche particolari e di parte”.
Naturalmente Cascio non se l'è tenuta: Non era un
attacco al governo, ho solo rappresentato la realtà e i fatti nella loro
oggettività. Il governo non è stato presente come avrebbe dovuto né in
Commissione, né in Aula. Seguono i consueti salamalecchi.
In conclusione quando assisteremo al
licenziamenti dei politici assenteisti e/o menefreghisti? Forse mai perchè
sta al cittadino mandare a casa i "brunetta" di turno con la forza
del voto.
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